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Hoverboard: come reinventare la ruota ( e il trasporto)

Spesso si dice non essere necessario reinventare la ruota, perchè qualcuno lo ha già fatto prima di noi.
Non è questo il caso degli Hoverboard, gli oramai diffusissimi scooter auto-bilancianti che hanno invaso il mercato reinventando, appunto, il modo di spostarsi.
Spesso si compie l’errore di giudicare questo prodotto come destinato a un pubblico under 18, senza però rendersi conto che alcuni modelli ad alta autonomia sono un vero e proprio mezzo di trasporto economico ed ecologico. Questo fattore www.smarthoverboard.it lo sa molto bene, ecco perché si potrà trovare un assortimento degno di nota in grado di soddisfare anche i più esigenti.

Dragon Hoverboard con ruote 6,5 pollici.

Dotato di pneumatici antiforatura da 6,5 pollici (che ricordiamo essere la misura più piccola) questo piccolo concentrato di tecnologia unisce sicurezza e versatilità.
La sicurezza è garantita dal sistema di stabilizzazione automatica che, nonostante la velocità di punta di poco superiore ad altri modelli in commercio, non perde mai un colpo, e dal sistema di illuminazione a led che permette la circolazione anche in condizioni luminose sfavorevoli.
La versatilità è garantita dal bluetooth, funzione in questo caso non dedicata solamente alla trasmissione di brani musicali agli speaker integrati, ma anche al controllo dell’autonomia ed altri dettagli tramite app dedicata sviluppata sia per Android che Ios.

Itekk Hoverboard 6.5 pollici Carbon Fluo Plus: per non passare inosservati.

Se vorrete unire alla comodità di questo mezzo di trasporto la possibilità di farvi notare, il Carbon Fluo Plus della Itekk farà al caso vostro.
Scorrendo difatti le pagine di www.smarthoverboard.it, vi potrete imbattere in questo modello dotato di ruote da 6,5 pollici, che ha nell’estetica appariscente il suo punto forte. Realizzato in fibra di carbonio, che lo rende leggero e resistente, ha un design da “corsa”.
Ma l’attenzione per i dettagli non si ferma alla parte estetica. Notevole l’assicurazione inclusa con la compagnia AXA, che con un massimale di €5000, copre i possibili danni provocati a bordo dell’hoverboard, ma garantisce anche un’efficiente assistenza medica in caso di infortunio del conducente dello scooter.
Completano il quadro “sicurezza” la presenza delle certificazioni CE, R0HS, UL2272.
Velocità massima 15 km/h, autonomia 15 km, sensori di stabilizzazione Touch Technology, precisi ed efficienti sono solo alcuni dei punti che contraddistinguono questo modello.

GeekMe 6,5 pollici: luci su due ruote.

Un altro modello di scooter che non vi farà sicuramente passare inosservati, è il GeekMe 6,5” grazie alla sua illuminazione LED presente anche sulle ruote, e che in condizioni di scarsa luminosità, farà sembrare che lo scooter lasci la scia.
Due motori da 200 watt cadauno, adatto per pendenze fino a 10°, autonomia 7 km e velocità di punta 10 km/h sono le caratteristiche che, unite al bluetooth per trasferire musica agli speaker integrati di buona fattura, lo rendono ideale per un pubblico giovane. Un’ulteriore menzione va fatta per i particolari sensori di auto-bilanciamento che grazie alla loro precisione, permettono evoluzioni più articolate sempre in massima sicurezza e stabilità dell’apparecchio.

Se non vorrete anche voi reinventare la ruota, troverete su www.smarthoverboard.it chi lo ha già fatto al posto vostro!

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L’importanza dei sogni: a cosa servono e perché fanno bene alla salute

L’importanza dei sogni: a cosa servono e perché fanno bene alla salute

Il sogno è presente fin dalla nascita della specie umana e, nel corso della storia, è stato soggetto a varie interpretazioni: divinatorio, premonitore, messaggero incognito di emozioni legate al nostro inconscio. Il sogno rappresenta ancora un campo da esplorare, accrescendo così  la curiosità di conoscerne la vera funzione. I sogni contribuirebbero però a ridurre ansia e stress, a riordinare i ricordi e rafforzare la memoria, inoltre, come affermava Sigmund Freud all’inizio del Ventesimo secolo, attraverso i sogni è possibile indagare la psicologia e l’inconscio degli individui. Scopriamo allora perché i sogni fanno bene alla salute, ma anche perché ci capita di non ricordarli.

Cosa sono i sogni e a cosa servono

I sogni sono la rappresentazione mentale di particolari stimolazioni bioelettrochimiche interne, che si producono a partire dal tronco encefalico. Il sogno può essere anche definito come una sorta di antico linguaggio che si esprime per immagini e sensazioni, che spesso però si presentano in modo poco comprensibile o bizzarro. Questa stranezza è dovuta spesso alla difficoltà ad interpretare questo linguaggio, che il più delle volte non è esplicito. Durante il sonno partecipano quindi entrambe gli emisferi cerebrali: il destro è responsabile dell’introduzione di quegli elementi che rendono il sonno “strano”, mentre l’emisfero sinistro avrebbe il ruolo di organizzare l’attività mentale dando una certa logicità ai contenuti. Un sistema che lavori in questo modo, sembrerebbe non avere alcuna utilità dal punto di vista logico/razionale ma, da un punto di vista creativo, il sogno permette delle connessioni impensate e ricchissime. Il linguaggio dei sogni, si presta poi a esprimere affettività, conflitti e rappresentazioni interne, delle figure significative della propria vita.

In quale fase del sonno sogniamo?

Il sonno si divide nella fase Rem in cui si ha un’intensa attività cerebrale caratterizzata da rapidi movimenti degli occhi (Rapid eyes movement)  e da una immobilità muscolare, e dalla fase Non Rem che si divide in quattro stadi in cui c’è una differente attività cerebrale: addormentamento, sonno leggero, sonno profondo e sonno molto profondo. Per anni si è creduto che il sogno fosse limitato alla fase Rem, ma è presente anche in altri momenti del sonno, anche se con modalità diverse. Al sogno Rem appartengono però quelle attività oniriche in cui troviamo percezioni visive e uditive in assenza di stretti rapporti spazio-temporali: in questa fase, è più facile ricordare i sogni, se veniamo svegliati. Un’attività mentale simile si può riscontrare anche nel primo stadio del sonno Non Rem, ciò indica un florida attività onirica sottostante.

Il sogno rafforza la memoria e ci libera dall’ansia

Da sempre gli studiosi si interrogano sul ruolo che i sogni hanno per la nostra mente e quindi sulla reazione tra cervello e fase onirica. Il sogno nella fase Non Rem rafforza la memoria, mentre durante la fase Rem ha il ruolo fondamentale di riorganizzare i ricordi, archiviandoli, così da permettere un confronto tra vecchie e nuove esperienze. In questo modo la mente elimina anche il superfluo, evitando di intasare l’archivio generale che è la nostra mente. Sognare ci aiuta anche a ritrovare un equilibrio psichico allontanando ansia e stress: i problemi e le paure vengono rappresentati da immagini oniriche. La salute emotiva trova il suo particolare scenario proprio nel sogno, quando siamo completamente incoscienti. In questo modo ci troviamo a guardare in faccia le nostre paure, oppure ci appaiono sotto forma di figure metaforiche.

Perché non ricordiamo tutti i sogni

E se invece non ricordiamo i sogni? Freud avrebbe attribuito questa condizione a una censura onirica, ma spesso, il motivo dell’oblio onirico è causato da uno scarso interesse del soggetto a ricordare i propri sogni. L’attività onirica, proprio a causa delle sue bizzarre caratteristiche, non può essere consolidata stabilmente nella memoria: ciò richiede quindi un vero sforzo per richiamare i ricordi. Non avere memoria di ciò che si è sognato può essere anche sintomo di un congelamento interiore, legato a una vita affettiva interna molto inibita. Cosa fare per ricordare i sogni? La prima cosa da fare al risveglio è scrivere oppure disegnare quanto ricordiamo del sogno, così da provare a ricostruirlo.

Sogni ricorrenti o spaventosi: perché li facciamo?

I sogni ricorrenti sono il segno di un evento molto intenso che ci ha turbato: chi ha subito un trauma, quindi, tende ad avere sogni ricorrenti. Ciò perché il nostro cervello cerca di metabolizzare un’esperienza dolorosa, che non può essere incanalata in un solo sogno. Il sogno ricorrente si presenta con una certa frequenza e la sua struttura può essere fissa o variare, mantenendo però un unico elemento che ritorna sempre. La frequenza e il carico di emozioni che ne deriva, sono proporzionali all’urgenza del problema, che si presenta a livello onirico e che magari è ignorato a livello cosciente.

Anche i sogni spaventosi o paurosi ci invitano a porre l’attenzione su noi stessi e, in questi casi, bisogna capire la reale gravità della situazione: se dopo il sogno siamo molto turbati, è consigliabile contattare uno psicoterapeuta esperto, che potrebbe aiutarci a capire l’origine di questi sogni. Individuare la causa diventa quindi il modo per concedersi sonni tranquilli.

Fonte: L’importanza dei sogni: a cosa servono e perché fanno bene alla salute

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Storia e curiosità sul Verano

Il cimitero comunale monumentale Campo Verano, meglio noto come Verano, è il più grande cimitero monumentale italiano; misura 83 ettari ed è il principale cimitero romano, situato nel Quartiere Tiburtino, vicino alla basilica di San Lorenzo.
Il nome “Verano” viene dall’antico campo della gens senatoria dei Verani ai tempi di Roma repubblicana.

Ormai attorno al verano si sono create innumerevoli agenzie funerarie come ad esempio Verano Servizi.

La storia antica

L’agro Verano è stato da sempre luogo di sepoltura, infatti oggi è possibile vedere al suo interno le catacombe di Santa Ciriaca e vi è, inoltre, la tomba di San Lorenzo, accanto alla quale sorsero la basilica e il convento.
Il primo passo per l’istituzione del cimitero come lo conosciamo oggi fu mosso da un progetto di Giuseppe Valadier, durante il regno di Napoleone, essendo stato varato l’editto di Saint Cloud, il quale prevedeva che la sepoltura dei defunti dovesse avvenire al di fuori delle mura cittadine.
Successivamente un nuovo progetto di Virginio Vespignani conferì al Verano un’organizzazione definitiva e fu ampliato con altri terreni e fu costruito in questo contesto l’ingresso con le quattro grandi statue che precedono un quadriportico.

La storia moderna

Anche Roma Capitale ha contribuito alla crescita del complesso, inglobando terreni espropriati; tale ampliamento si è fermato negli ’60, poiché entrò in funzione il Flaminio, l’altro grande cimitero romani.
Il 19/7/1943 vi fu il primo grande bombardamento di Roma che colpì anche il Verano: a subire danni furono il quadriportico, il Pincetto, il sacrario militare e il deposito comunale, oltre al crollo ben più importante delle mura di cinta alla destra dell’ingresso, che uccise alcune persone che vi avevano cercato riparo. Le tombe maggiormente colpite dalle bombe furono quella di Petrolini e quelle della famiglia Pacelli.

Le opere più importanti

Il Verano, con la sua storia secolare, conserva tra i defunti un considerevole patrimonio artistico, tanto da essere nati dei veri e propri itinerari per la visita del cimitero. Tra le più importanti ricordiamo:

  • la tomba della cantante lirica Claudia Muzio, su cui è stato fatto un bassorilievo di Pietro Canonica;
  • la tomba di Emilia Filonardi Lombardi, realizzata dal marito Giovanni Battista Lombardi, che la ritrae nel suo ultimo addio alla famiglia;
  • l’opera di Enrico Tadolini dedicata a un pilota morto molto giovane per la patria;
  • gli “angeli del dolore”, sculture di diversi artisti che si possono ammirare in giro per il cimitero.

 

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Riti funebri in tempi antichi: un addio ‘gioioso’

Oggi giorno al solo pensiero delle parole morte e lutto un magone ci si stringe in gola. In genere la reazione psicologica è tutt’altro che felice ma può sembrare paradossale in passato il momento dell’addio veniva affrontato in maniera completamente differente.
In particolar modo quelle che erano le culture dell’Antica Roma e dell’Antica Grecia prevedevano in caso di morte feste dal sapore gioioso in modo tale da accompagnare il defunto in quella che potesse essere la sua ‘seconda’ vita.
Ma in cosa consistevano queste feste?

Il rito funebre nell’Antica Grecia

In base a quello che ci è pervenuto ad oggi dai poemi omerici, più nell’Iliade che nell’Odissea, il rito funebre greco prevedeva delle grandi e sfarzose feste dal sapore parecchio differenti dalle nostre.
Le salme dei defunti venivano poste su delle pire e, in seguito a quello che per l’epoca veniva definito un abbigliamento particolare, si dava inizio ai festeggiamenti con dei ‘sacrifici’ più o meno cruenti al fine di augurare il meglio a chi non era più tra i vivi.

Le antiche credenze greche, per quanto è possibile ricostruire ad oggi, credevano fermamente in una vita che andava oltre a quella terrena. A testimonianza di ciò, narrato nel Fedro di Platone, c’è il mito del carro e dell’auriga per molti conosciuto come il mito della biga alata.

Cercando di riassumere quelli che erano i principi ideologici di Platone, una volta esalato l’ultimo respiro terreno l’anima si distaccava dal corpo dentro il quale era rinchiuso e iniziava un lungo peregrinaggio che l’avrebbe portata, dopo un lungo viaggio, nell’Iperuranio.
Più un’anima riusciva a rimanere sul carro guidato dall’auriga più riusciva ad addentrarsi nel mondo dell’idee: così facendo l’anima si arricchiva di cultura e nel momento in cui cadeva dal carro, e quindi tornava sulla terra, si reincarnava in un filosofo o comunque soggetto di alto prestigio.
Le anima che purtroppo cadevano anticipatamente si reincarnavano in persone fondamentalmente ignoranti.

L’addio al mondo di oggi

Oggi il concetto della morte e del lutto è visto in maniera parecchio differente. L’addio è pur sempre un addio e il momento della separazione è sempre drastico e difficile da digerire. Affidarsi, comunque, a degli esperti del settore è sempre un bene e a tal proposito come agenzia funebre a Roma vi consigliamo di usufruire dei servizi offerti da Cattolica San Lorenzo che da anni offre ai loro clienti il massimo delle attenzioni e del rispetto. Caratteristiche rare da trovare oggi giorno.

 

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Le isole Marchesi

La Polinesia è un luogo magico fatto di isole diverse tra loro, ognuna con la propria storia, la propria cultura, la propria unicità.
L’arcipelago a nord est di Tahiti, ad esempio, è uno dei più amati dai poeti e dai pittori poiché non offre solo paesaggi da sogno ma anche avventure incredibili all’insegna dell’arte e della cultura.
Le Isole Marchesi sono dodici e solo la metà sono abitate, ciò può già farvi comprendere la purezza che le caratterizza: piccoli paradisi terrestri incontaminati.
Si tratta del volto meno conosciuto della Polinesia Francese, quasi dimenticato, non perché meno bello ma perché meno ‘’occidentale’’, privo di hotel di lusso e luoghi volti a catturare l’attenzione ma non l’animo del visitatore.
Ecco cosa vedere
Se il vostro desiderio, dunque, è quello di effettuare un viaggio in Polinesia, dopo esservi rivolti ad un’agenzia preparata come Travel Design, fate in modo di trovare del tempo anche per queste isole che, tra le altre cose, sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
Ecco le isole principali:
-Hiva Oa, qui è possibile avventurarsi alla scoperta dei tiki monumentali, ovvero delle statue di pietra immerse nella natura dell’isola a testimoniare un ricco passato, proprio di fronte ad essa, inoltre, sorge una piccola isola che ospita una civiltà di artigiani chiamati Tahuata, un ottimo modo per scoprire la località dall’interno;
-Ua Huka o ‘’isola dei cavalli’’, che con le sue enormi rocce vulcaniche a farle da guardia (gli Ua Pou) affascina chiunque;
-Fatu Hiva con la valle di Hanavave e la Baia delle Vergini, luoghi tra i più affascinanti al mondo;
-Naku Hiva, qui i visitatori possono esplorare la baia e la valle di Taipivai, la baia di Melville dove lo scrittore americano cercò tanto l’avventura quanto l’ispirazione e la baia di Hatihe’u di cui si innamorò lo scrittore che inventò il mito dei Pirati e dei Mari del Sud: Robert Louis Stevenson.
Il recupero di sé
Le Isole Marchesi, dunque, offrono tanto e sono le uniche tra quelle appartenenti alla Polinesia francese a sperimentare costantemente un vivace rinnovamento culturale attraverso la rinascita di un mondo che crediamo perduto per via del turismo e della pressione culturale dell’Occidente.
Ma qui non è così, anzi gli antichi canti, le danze, il gusto per l’artigianato e i tatuaggi stanno tornando ad essere la quotidianità ed è per questo che oggi i pahu (ovvero dei grandi tamburi) possono essere uditi nelle valli, come il suono di una natura che non è ancora stata sostituita.

 

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Piazza Navona, uno dei primi stadi capitolini 

Piazza Navona, uno dei primi stadi capitolini

Spesso ci siamo imbattuti personalmente o per sentito dire sul territorio capitolino. Il fascino di Roma, delle sue gesta e
dei suoi resti, attirano annualmente milioni e milioni di turisti da tutto il mondo che non vedono l’ora di sbarcare nella
Capitale al fine di visitare una delle più grandi metropoli di tutto il mondo.
Tra il Colosseo, i fori Romani, il Pantheon, Castel Sant’Angelo, la Fontana di Trevi e via discorrendo c’è realmente da
perdersi: abbiamo citato solo alcuni dei più grandi monumenti romani, ma oggettivamente parlando ne abbiamo elencati
veramente pochi.
Noi, dal nostro canto, vogliamo focalizzare l’attenzione su Piazza Navona, ovvero una delle costruzioni più belle e
affascinanti.

La Storia di Piazza Navona

Sarà incredibile da credere ma alla sua nascita piazza Navona aveva una funzione prettamente di stadio. Fu fatta
costruire dall’imperatore Domiziano e aveva una capienza addirittura di 30.000 spettatori (record per l’epoca).
Inizialmente la struttura fu eretta per ospitare spettacoli e competizioni ma dopo la sua distruzione fu adibita ad effettivo
luogo di incontro. In particolar modo oggi piazza Navona funge da punto di incontro per romani e turisti che si
soffermano in quest’immensa aria aperta sia per ammirare le bellezze che vi sorgono ma anche e soprattutto per
ristorarsi vista la presenza di molti caffè.
La zona è una delle più importanti e visitate di Roma ed ospita numerosi alberghi, alcuni particolarmente interessanti
come i boutique hotel, che offrono dei servizi personalizzati ai clienti, clicca qui per saperne di più.

Cosa ammirare a piazza Navona

Ma se entriamo nel dettaglio, visto e considerato che la struttura iniziale di piazza Navona (ovvero quella dello stadio) è
andata distrutta, cosa è rimasto da ammirare? Ecco un elenco di ciò che è possibili visitare:

  • I resti: innanzitutto è impossibile non citare ciò che ne è rimasto dopo duemila anni dalla costruzione originale e si
    possono ammirare da Piazza Tor Sanguigna.
  • Palazzo Pamphilj: fu eretto da Girolamo Rainaldi tra il 1644 e il 1650 e si articola, di fatto, in tre costruzioni unite tra di
    loro. Ad oggi lo stesso viene utilizzato come Ambasciata del Brasile.
  • Obelisco Agonale: fatto di granito e alto quasi 17 metri fu innalzato nel 1649 e fa parte della Fontana dei Quattro Fiumi.
  • Fontana dei Quattro Fiumi: posizionata al centro della piazza davanti alla Chiesa di Sant’Agnese rappresenta i quattro
    grandi fiumi mondiali ovvero il Nilo, il Gange, Il Danubio e il Rio la Plata.
  • Chiesa di Sant’Agnese in Agone.
  • Fontana del Moro.
  • Fontana del Nettuno.
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Come configurare un router non marcato con operatore Fastweb

La velocità di internet a casa può dipendere molto sia dal router che dall’operatore: se hai acquistato un router direttamente dall’operatore di telefonia Fastweb, la configurazione del modem, allora, non è affatto un problema perché i router marcati sono già pre-configurati e pronti per essere utilizzati fin dal primo momento; se, invece, utilizzi un router diverso, ma desideri configurarlo con i parametri del tuo operatore Fastweb, questa guida potrebbe esserti di aiuto per capire come fare una configurazione del modem Fastweb.

Fasi preliminari per la configurazione del modem Fastweb

Prima di partire con la configurazione del modem, occorre ovviamente accertarsi di collegare il dispositivo in modo corretto alla presa telefonica e al computer (acceso) e verificare che si accenda correttamente la spia (generalmente di colore giallo o verde). Se invece, il router è senza fili (wireless), accertarsi solo che il PC sia connesso alla rete wi-fi verificando la presenza dell’icona wi-fi del proprio PC.

Come fare la configurazione del modem Fastweb

Per avviare la configurazione occorre accedere al pannello di controllo del router che solitamente parte in automatico per la procedura iniziale di configurazione. Qualora la procedura non dovesse partire in automatico, occorre avviarla manualmente individuando il tasto di partenza che può essere la voce “Configura”, “Wizard”, “Setup”.

Non preoccuparti! È solo una precauzione perché la procedura di configurazione parte da sola perché il sistema è in grado di individuare automaticamente i parametri necessari alla navigazione internet con Fastweb. In ogni caso, se ciò non dovesse accadere, segna i seguenti passaggi da fare:

  • Disattivare l’opzione del router Bridging/Modem Only;
  • Individuare nel pannello di controllo del router, la voce WAN e
  • Impostare il valore su DCHP o su Dynamic IP Address Internet Connection Type;
  • Impostare il calore VPI su 8
  • Impostare il parametro VCI su 36;
  • Scegliere la voce LLC per l’incapsulamento;
  • Impostare – se richiesto – la classe ATM su UBR.

In questo modo dovresti aver configurato il necessario per navigare con Fastweb. Per verificare che funzioni tutto per il meglio non resta che navigare in rete! Ricorda però che per navigare con Fastweb è necessario effettuare la verifica dei dati, attraverso la pagina di registrazione di Fastweb. La verifica dei dati si effettua online seguendo le istruzioni a video.

Se il router è wi-fi puoi impostare una password di accesso alla rete per garantire la tua sicurezza. Le password migliori sono quelle che utilizzano la chiave di tipo WAP2/AES, ossia password lunghe (+ di 8 caratteri) e senza senso compiuto alternando lettere a cifre.

Per non avere problemi di configurazione del modem Fastweb è sempre meglio utilizzare i modem dell’operatore, oppure scegliere tra quelli compatibili con Fastweb.

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Parliamo di spazzolini: ecologici, da viaggio, per bambini

Nel variegato mondo del merchandising per la cura e l’igiene orale, districarsi nella scelta di un “banale” spazzolino da denti non è , poi, così banale. La scelta non si limita solo tra lo spazzolino manuale e quello elettrico, ma all’interno di queste categorie scegliere tra quelli più ecologici, oppure quelli più adatti per viaggiare o quelli più idonei per i bambini. Saper scegliere lo spazzolino giusto al momento giusto significa anche sapere come lavarsi i denti in ogni circostanza.

Quali sono gli spazzolini da denti ecologici?

La crescente consapevolezza ambientale e l’esigenza di adottare misure sempre più efficaci per combattere il degrado ambientale spinge un numero sempre più grande di persone a prediligere anche nella propria igiene orale l’uso di spazzolini ecologici biodegradabili. I materiali plastici con sui sono fatti la maggior parte degli spazzolini sia elettrici che manuali aggravano l’inquinamento e sono difficili da riciclare; per questo, le persone prediligono tornare alle origini dando il primato agli spazzolini in legno per diverse ragioni:

  • Sono realizzati in bambù con setole naturali derivate dai maiali;
  • Sono interamente biodegradabili e compostabili;
  • Sono venduti in confezioni di cartone riciclabile o senza imballaggio;
  • Sono pratici ed efficaci come i comuni spazzolini.

La maggior parte degli spazzolini ecologici sono prodotti in Europa, a differenza della stragrande maggioranza in commercio provenienti dall’Asia. In Italia, gli spazzolini ecologici sono prodotti da Spazzolificio Piave e da Kompass. In Francia, la principale ditta produttrice è la Brosserie Française he commercializza sotto il marchio Bioseptyl che produce l’intera gamma di prodotti per l’igiene orale rigorosamente eco-compatibili, riciclabili e made in France.

Gli spazzolini da viaggio e per bambini: come scegliere

Una corretta pulizia della bocca prevede costanza e regolarità; ciò significa che – secondo le prescrizioni dei dentisti – non si dovrebbe mai trascurare la pulizia anche quando si è fuori casa o in viaggio; da qui, l’esigenza di munirsi di un comodo e pratico spazzolino da viaggio. Per la scelta di uno spazzolino da viaggio basta lasciarsi guidare da due criteri:

  • La praticità, optando per modelli richiudibili comodi da riporre in una trousse o in valigia;
  • La custodia, è bene scegliere modelli richiudibili dotati di cappuccio o custodia protettiva per preservarne l’igiene e mantenere la testina pulita.

In commercio esistono moltissime tipologie di spazzolini da viaggio, l’importante è scegliere quello con le setole (morbide, medie o dure)  con cui si è abituati normalmente a pulirsi i denti. Inoltre è sempre bene affidarsi allo spazzolino personale e non utilizzare quelli forniti in dotazione da alcuni hotel perché provvisti di setole troppo dure e generalmente di qualità scadente.

Per quanto riguarda l’igiene orale dei bambini – premesso che anche ai lattanti si devono lavare “i denti” o meglio le gengive delicatamente e con apposite salviette – la scelta dello spazzolino deve adattarsi alle loro esigenze. Lavare i denti da latte serve principalmente a insegnare la regolarità e la quotidianità di una sana abitudine; lo spazzolino deve, innanzitutto, adattarsi alle dimensioni della bocca di un bambino, le setole devono essere morbide per non rovinare lo smalto e il manico deve essere ergonomico e anti-scivolo per una presa salda. Per invogliare i bambini a seguire la pratica quotidiana della pulizia dei denti è consigliabile scegliere spazzolini dai colori e dalle forme vivaci o decorati con i loro personaggi preferiti dei cartoni animati: in commercio ve ne sono diversi, di varie tipologie e tutti molto allegri e divertenti.

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Cos’è la dieta a zona

La dieta a Zona, detta più semplicemente Zona, non ha nulla a che vedere con le solite diete intese come un periodo di rinunce volte a dimagrire e sempre terminanti con il ritorno al peso iniziale, solitamente con gli “interessi”.

La Zona è uno stile di vita che ha come principale obiettivo il benessere e la salute dell’organismo; la perdita di grasso corporeo è solo una normale e logica conseguenza.
La Zona permette di eliminare definitivamente il grasso in eccesso ma anche la ritenzione idrica. Non prevede l’assunzione di particolari farmaci o integratori, ma utilizza il cibo per combattere malattie quali l’ipertensione, il diabete di tipo 2, le cardiopatie, le dislipidemie, l’artrosi, le dermatiti, la depressione, l’affaticamento cronico, l’infertilità e per molte altre patologie croniche.

Nasce dagli studi del dr. Barry Sears, biochimico specializzato nella terapia del tumore e nel controllo dietetico delle risposte ormonali che, tramite questo tipo di alimentazione, è riuscito a sviluppare un regime alimentare naturale, basato su di un corretto modo di mangiare dal punto di vista ormonale.

Sears ha semplicemente individuato il giusto rapporto tra carboidrati, proteine e grassi che permette al nostro organismo una equilibrata secrezione ormonale, in special modo di Insulina e di Glucagone.

La dieta a Zona è un programma consigliato a chiunque desidera migliorare le proprie performance fisiche e mangiare in modo corretto. Permette di sentirsi più leggeri, forti e vitali, tutelando la salute tanto che è stata inizialmente usata per curare cardiopatici e diabetici tipo II.
Oggi sono ormai milioni le persone nel mondo che godono dei suoi benefici.

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5 consigli per ridurre il problema del mal di schiena lombare

La grande maggioranza di noi fa una vita sedentaria e priva del tempo e dell’occasione di dedicarsi molto all’attività fisica; e se per alcuni, soprattutto fra i più giovani, questo non rappresenta un problema, per molti di noi il dolore alla zona lombare diventa un compagno quotidiano e decisamente sgradito. Ecco qualche consiglio su come eliminarlo, o almeno tenerlo sotto controllo riducendone l’intensità!

Massaggio

Sarebbe davvero difficile sopravvalutare l’importanza e l’utilità dei massaggi nel trattamento del dolore lombare. Questo è infatti solitamente dovuto alla condizione danneggiata e contratta dei muscoli, e un massaggio eseguito correttamente può sciogliere i punti di maggiore tensione e riallineare i muscoli accavallati. Oltre a questo, fra gli effetti di un buon massaggio c’è l’aumento dell’afflusso di sangue, il che renderà più semplice la guarigione delle microlesioni muscolari causa del dolore. Senza massaggi, è impensabile ridurre i dolori lombari.

Stiramenti

Dedichiamo la massima attenzione a questa fase, perchè è cruciale. Il concetto che è estremamente importante assorbire è che sentire dolore durante gli esercizi di stiramento non è un indicatore che si sta facendo l’esercizio con impegno: è un indizio che si stanno peggiorando le cose, danneggiando ulteriormente la schiena! Se non riuscite a svolgere dei normali esercizi di stiramento senza provare dolore, è inutile e dannoso che insistiate pensando che passerà: vi state facendo del male. Consultate il vostro medico, per avere il suo consiglio e possibilmente un allenatore professionista per assicurarvi di stare eseguendo l’esercizio correttamente – spesso il dolore deriva da errori di postura.
Sostegno

Sfortunatamente, pochi di noi hanno una postura corretta; e ancora più sfortunatamente, spesso abbiamo acquisito le nostre posizioni scorrette da così tanto tempo che assumere quella giusta e sana ci costa continua concentrazione, e tendiamo a scivolare in quelle che ci sono abituali alla prima distrazione. Usare un corsetto di sostegno per la zona lombare ci aiuterà a tenere nella giusta posizione la spina dorsale, e oltre a questo ridurrà l’attrito fra i dischi eventualmente danneggiati.

Calore

L’applicazione di impacchi caldi sulla zona lombare ha sempre effetti positivi nella lotta al mal di schiena. Va però tenuta presente la necessità che il calore duri nel tempo: molti impacchi caldi calano di temperatura troppo rapidamente, e arrivano ad essere freddi entro quindici minuti – un tempo troppo breve per dare giovamento. Usate solo impacchi caldi che durino almeno mezz’ora ad alta temperatura; fra i più consigliati ci sono quelli alla lavanda.

Agopuntura

Da migliaia di anni l’agopuntura è, nella medicina orientale, il trattamento base per tutti i tipi di dolore, inclusi il mal di schiena e i dolori lombari. Migliaia di persone ne hanno tratto giovamento in misura inaspettata; se nessun altro tipo di trattamento funziona, provate a rivolgervi ad uno specialista di questa pratica e spiegargli il vostro problema!

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